Basilicata, collaudo tratto dell’Adduttore Acerenza-Genzano – PNRR

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Data:

15 Settembre 2026

Descrizione

Basilicata, al via il collaudo del primo tratto dell’Adduttore Acerenza-Genzano finanziato con fondi Pnrr

 

Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, si avvia il collaudo del primo tratto dell’Adduttore Acerenza Genzano, finanziato dal Pnrr

 

Oggi, 15 settembre 2026, prendono l’avvio in Basilicata le operazioni di collaudo del primo tratto da 6,5 chilometri dell’adduttore che collega l’invaso sbarrato dalla diga di Acerenza su fiume Bradano – della capacità utile di 38.433.000 metri cubi – a quello volano della diga di Genzano, con capacità utile di 52.950.000 metri cubi.
L’adduttore Acerenza-Genzano, lungo complessivamente circa 15 chilometri, consente di trasportare la risorsa idrica verso la diga di Genzano e verso il partitore del Marascione che servono, rispettivamente, distretti irrigui attrezzati pari a circa 13mila e 5mila ettari.
Mediante le risorse del Pnrr – decreto ministeriale del MIT 517/2021 – è stato finanziato, per 9 milioni di euro, il ripristino della continuità idraulica dell’Adduttore Acerenza-Genzano, interrotto da un movimento franoso a circa 6km dalla Diga di Acerenza. Sempre con risorse a valere sul Pnrr, per 11,5 milioni di euro, è stato finanziato l’intervento di efficientamento della Galleria Acerenza – Genzano.
Per entrambi gli interventi, il Commissario Straordinario di Governo – il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale di Bacino dell’Appennino Meridionale – ha redatto i progetti definitivi e gestito gli appalti dei lavori sia come Stazione appaltante che come Direzione dei lavori grazie al lavoro degli ingegneri Giuseppe Maria Grimaldi, Pasquale Coccaro, Isabella Trulli e Sergio Nicola Di Salvo.
L’attività di collaudo che prende avvio oggi è relativa, per questa prima fase, all’Adduttore Acerenza-Genzano per un tratto di circa 6,5 chilometri, fino alla valvola, posta a 500 metri a valle dell’intervento portato a termine.
“Si tratta di un’opera che, una volta completata porterà beneficio a distretti irrigui che potenzialmente raggiungono i 30mila ettari tra i comuni di Genzano di Lucania, Banzi, Oppido Lucano e Irsina – dichiara il segretario generale dottoressa Vera Corbelli, che sottolinea: “Quest’opera, rimasta ferma per 30 anni a causa di una frana testimonia due aspetti importanti: al Sud l’acqua non manca, ma va solo razionalmente utilizzata ed una governance forte può garantirla per tutti gli usi previsti, in questo caso per l’uso irriguo, a beneficio di un’area a forte vocazione agricola”.
Lo schema idrico Basento-Bradano è costituito da quattro dighe (Camastra, Acerenza, Genzano di Lucania e Serra del Corvo), il Partitore del Marascione, la Traversa di Trivigno e due grandi adduttori (l’Adduttore Trivigno-Acerenza e l’Adduttore Acerenza-Genzano).
Le dighe sono ad utilizzo irriguo tranne la Diga del Camastra che fornisce la risorsa idropotabile per l’abitato di Potenza e comuni limitrofi per circa 110.000 abitanti.
L’intero schema idrico necessita di ulteriori due adduttori al fine di consentirne il completamento e l’interconnessione con lo schema idrico dell’Ofanto (l’Adduttore Diga del Camastra-Traversa di Trivigno e l’Adduttore Partitore del Marascione-Diga del Locone) le cui progettazioni, finanziate per complessivi 2 milioni 436mila euro mediante il Decreto Ministeriale n. 259/2022 – Fondi Autorità di Bacino Distrettuali/ZES, sono in fase di esecuzione.

Video: Basilicata, al via il collaudo del primo tratto dell’Adduttore Acerenza-Genzano finanziato con fondi Pnrr

Ultimo aggiornamento: 15/09/2026, 14:20

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