Descrizione
“Cent'anni dall'Alluvione di Bari 1926-2026:
Il valore della memoria nella gestione del rischio idrogeologico”
Programma del 5 Novembre, Palazzo della Provincia, Bari
a cura dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale (AdBDAM)
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A cento anni dall'alluvione di Bari del 1926, il 5 novembre una giornata di studio per riflettere sul valore della memoria nella gestione del rischio idrogeologico
L'iniziativa è promossa dall'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e il Politecnico di Bari
A cento anni dalla devastante alluvione che nella notte tra il 5 e il 6 novembre 1926 colpì Bari e il suo territorio, l'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale organizza una giornata di approfondimento e confronto dedicata al rapporto tra memoria storica, conoscenza tecnico-scientifica, pianificazione, prevenzione e resilienza delle comunità.
L'iniziativa, realizzata in collaborazione con l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro e il Politecnico di Bari e con il coinvolgimento della Regione Puglia, del Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico della Regione Puglia, del Comune di Bari e della Città Metropolitana di Bari, intende richiamare l'attenzione sull'importanza della gestione del rischio idrogeologico in un contesto in cui gli effetti dei cambiamenti climatici rendono sempre più attuali le sfide legate alla sicurezza del territorio.
L'appuntamento è in programma il 5 novembre presso il Palazzo della Provincia di Bari, con il convegno dal titolo “Cent'anni dall'Alluvione di Bari 1926-2026: il valore della memoria nella gestione del rischio idrogeologico”. I lavori prenderanno il via alle ore 9.30 con i saluti istituzionali di rappresentanti del Governo nazionale, della Regione Puglia, delle amministrazioni territoriali, del mondo universitario e delle istituzioni civili.
Ad aprire i lavori sarà Vera Corbelli, Segretario Generale dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, con una relazione introduttiva dedicata alla gestione integrata delle risorse acqua e suolo. Seguirà il panel tecnico-scientifico e istituzionale “La pianificazione e la programmazione per la mitigazione e la gestione del rischio idrogeologico a scala distrettuale”, che riunirà istituzioni, organismi tecnico-scientifici e rappresentanti del mondo della ricerca di rilievo nazionale e internazionale. I lavori approfondiranno il ruolo della pianificazione distrettuale che, fondata su un solido quadro conoscitivo integrato di suolo, acque e ambiente, sulla centralità dei beni esposti e dei processi partecipativi, consente di definire programmi organici di misure per la mitigazione e la gestione del rischio idrogeologico.
Nel pomeriggio, la tavola rotonda “La gestione del rischio idrogeologico: passato, presente, futuro” metterà a confronto rappresentanti delle professioni, del mondo della ricerca, delle autonomie locali e del sistema produttivo. Al centro del dibattito il valore della memoria nel rafforzare la consapevolezza del rischio, l'attuazione delle misure di prevenzione nella pianificazione comunale, la cultura del costruire in sicurezza e le prospettive di una gestione integrata e condivisa del rischio idrogeologico.
«Il ricordo dell’alluvione del 1926, come di tanti altri eventi calamitosi, può concorrere a mantenere viva nelle comunità la percezione del rischio, condizione essenziale per la sua prevenzione. Rischio idrogeologico la cui gestione avanzata richiede una profonda conoscenza del sistema fisico, un'analisi appropriata del pericolo di frana e alluvione, nonché una valutazione dei beni esposti e della loro vulnerabilità – dichiara il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, Vera Corbelli – Solo una approfondita consapevolezza di queste tematiche può, infatti, consentire la messa a punto di programmi organici, sistemici e integrati di misure strutturali e non strutturali per l'incolumità della popolazione, la difesa del territorio e la tutela dell'ecosistema. Nella consapevolezza del ruolo che può essere assunto, nel perseguimento di questo obiettivo, da tutti gli attori a vario titolo deputati alla gestione del territorio, il Convegno ripercorre gli eventi occorsi in un lontano passato e illustra i progressi registrati in ambito tecnico-scientifico per il contributo che essi possono fornire in una gestione oculata del rischio all'altezza delle aspettative di tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questo territorio, dotato di rilevante bellezza.»
