Home

SAFER affronta una delle sfide più urgenti del nostro tempo: la crescente esposizione ai rischi derivanti da pericoli naturali.
Alluvioni, frane, tempeste, incendi boschivi ed erosione costiera rappresentano minacce sempre più frequenti e intense per l’Italia meridionale e la Grecia, tra le aree europee maggiormente esposte agli effetti degli scenari climatici.
Comunità, infrastrutture ed economie locali sono oggi sempre più vulnerabili.
La missione di SAFER è tanto semplice quanto ambiziosa: pianificare, programmare, prevedere, allertare e preparare.
Il progetto realizzerà il SAFER Observatory, un osservatorio transfrontaliero che metterà in rete esperti, autorità pubbliche e ricercatori, favorendo la condivisione di dati, modelli e conoscenze per comprendere meglio i rischi da pericoli naturali connessi a fenomeni alluvionali e anticiparne gli effetti.
SAFER si pone l’obiettivo di sviluppare la SAFER Platform e il relativo Decision Support System, una piattaforma intelligente che integra intelligenza artificiale, monitoraggio in tempo reale e sperimentazioni pilota in Puglia, Calabria, Basilicata e Itaca, con l’obiettivo di fornire sistemi di allerta precoce e supportare decisioni rapide ed efficaci nella gestione delle emergenze.

Il progetto elaborerà linee guida, strumenti operativi e raccomandazioni per le politiche di adattamento, accompagnati da percorsi di formazione rivolti ai professionisti e da iniziative di sensibilizzazione dedicate ai cittadini, affinché istituzioni e comunità siano in grado di pianificare, programmare ed affrontare le situazioni di crisi.
Risultati attesi
SAFER produrrà risultati concreti e duraturi, tra cui:

  • un sistema operativo di allerta precoce e supporto alle decisioni ancorato agli strumenti di pianificazione di bacino distrettuale;
  • un osservatorio transfrontaliero per la condivisione di dati e conoscenze tra le istituzioni;
  • linee guida e strumenti per rafforzare le strategie di adattamento agli scenari climatici;
  • professionisti con competenze rafforzate nell’analisi degli scenari di pericolosità e rischio idrogeologico;
  • amministrazioni e cittadini più preparati ad affrontare eventi estremi e situazioni di emergenza.

Al centro di SAFER c’è un obiettivo fondamentale: proteggere persone, territori e futuro. Attraverso l’innovazione tecnologica e la cooperazione transfrontaliera, il progetto offre strumenti concreti per affrontare le sfide di oggi e costruisce un modello di resilienza che potrà essere replicato anche in altre regioni europee.

Ruolo AdBDAM

L’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale (AdBDAM) riveste un ruolo tecnico­scientifico strategico all’interno del progetto SAFER, mettendo a disposizione il proprio consolidato know-how nella pianificazione di bacino, nella gestione del rischio idrogeologico e nell’adattamento agli scenari climatici.
In qualità di responsabile del Work Package 5 – PREP ARE, coordina le attività finalizzate a rafforzare la capacità di preparazione di istituzioni, tecnici e cittadini rispetto ai rischi derivanti da pericoli naturali, promuovendo un approccio integrato alla prevenzione e alla resilienza. In tale ambito, AdBDAM cura la predisposizione di linee guida tecniche per la pianificazione del rischio alluvionale, indirizzi per l’adattamento sistemico ai cambiamenti climatici e strumenti operativi destinati alle amministrazioni pubbliche e ai professionisti del settore. Coordina inoltre percorsi di formazione, attività di capacity building e iniziative di trasferimento delle conoscenze, con l’obiettivo di favorire l’adozione e l’utilizzo degli strumenti sviluppati dal progetto.
Parallelamente, svolge un ruolo di primo piano nel Work Package 3 -ANTICIPATE, contribuendo allo sviluppo dei modelli climatici, delle analisi di rischio alluvionale e dell’Osservatorio transfrontaliero SAFER.

AdBDAM è inoltre responsabile dell’implementazione e del coordinamento di tre casi studio pilota localizzati in Puglia, Basilicata e Calabria, che rappresentano il banco di prova per la sperimentazione e la validazione delle metodologie e delle soluzioni sviluppate dal progetto.

Casi studio pilota

Bari,
Lama Giotta (Puglia)

Matera,
bacino del Bradano (Basilicata)

Le fiumare del basso Ionio (Calabria)

Bari, Lama Giotta (Puglia)

Bari, Lama Giotta
Situata nel quartiere di Torre a Mare, Lama Giotta rappresenta un tipico corso d’acqua temporaneo
del paesaggio carsico pugliese. Per gran parte dell’anno il suo alveo rimane asciutto, ma durante eventi meteorici intensi può convogliare rapidamente ingenti volumi d’acqua, generando fenomeni di piena . .
1mprovv1sa.
L’area è oggi completamente inserita nel tessuto urbano e circondata da edifici, infrastrutture e spazi
pubblici. Questa trasformazione ha progressivamente ridotto la percezione del rischio, poiché l’assenza d’acqua in condizioni ordinarie induce spesso cittadini e visitatori a considerare la lama
come uno spazio privo di pericoli..

Matera, bacino del Bradano (Basilicata)

Matera, Bacino del Bradano
Il bacino del Bradano è caratterizzato da gravine, corsi d’acqua temporanei e profonde incisioni modellate dall’azione dell’acqua nel corso dei secoli, elementi che rendono il territorio particolarmente vulnerabile a fenomeni di erosione, dissesto idrogeologico e alluvioni improvvise. In questo contesto, il valore ambientale si intreccia con un patrimonio storico e culturale di eccezionale rilevanza, riconosciuto dall’UNESCO. La crescente intensificazione degli eventi meteorologici estremi rende sempre più necessario coniugare la tutela del paesaggio e dei beni culturali con efficaci strategie di adattamento ai cambiamenti climatici.

Le fiumare del basso Ionio (Calabria)

Calabria, Fiumare del Basso Ionio
Le fiumare del Basso Ionio rappresentano sistemi fluviali tipici dell’area mediterranea, caratterizzati da ampi alvei ghiaiosi generalmente asciutti, interrotti da eventi di piena rapidi e particolarmente intensi.
Questi corsi d’acqua drenano i bacini montani dell’Aspromonte e trasportano elevate quantità di sedimenti verso il Mar Ionio. La presenza di infrastrutture, insediamenti e attività economiche in prossimità degli alvei aumenta la vulnerabilità del territorio, mentre la prolungata assenza d’acqua durante gran parte dell’anno contribuisce a una diffusa sottovalutazione del rischio idraulico.

Risultati

Deliverable
Pubblicazioni scientifiche
Workshop
Materiale comunicativo
Video
Comunicati stampa

News ed eventi

Al via il progetto SAFER

I casi studio pilota

Meeting di apertura a Bari

2° Meeting ad Atene

Attenzione Attenzione

Questo è un sito demo e il template di questa pagina non è ancora disponibile.

Controlla se è disponibile il layout su Figma, il template HTML tra le risorse del modello o consulta il documento di architettura (OSD 65kb) per costruire il template in autonomia.

Pagina aggiornata il 22/09/2026

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito? 1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri