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Piano Gestione Alluvioni

Piano Gestione Acque

PAI - Modifiche e Varianti

Ambiente: Riduzione dei rischi e maggiore prevenzione con pianificazione condivisa 

Corbelli (Distretto Appennino Meridionale): oggi disponiamo di un’analisi più solida basata su nuovi dati

FORUM DI CONSULTAZIONE PER PIANO DI GESTIONE DELLE ACQUE E DEL RISCHIO ALLUVIONI DEL 9 NOVEMBR E

Caserta 9 novembre 2021 – La conoscenza dei percorsi dell’acqua e l’indagine sulle pressioni sono notevolmente cresciute. Come è cresciuta e si è rafforzata l’azione di monitoraggio sul territorio. Anche le mappe sulla pericolosità del rischio idrogeologico oggi raccontano molto di più su quei fenomeni naturali sui quali è necessario lavorare per prevenire. Come? Anche e soprattutto attraverso una pianificazione territoriale efficace e condivisa.

È quello che emerge nel corso del FORUM del 9 novembre organizzato dal DAM, Distretto dell’Appennino Meridionale, che sta lavorando ai progetti di piano di gestione delle acque e di piano di gestione del rischio alluvioni a tutela e salvaguarda dei beni del territorio, dell’ambiente e della salute umana.

“Il lavoro ad oggi sviluppato e che vedrà un arricchimento con i prossimi step ci consente di disporre di molte più informazioni, di dati e quindi di valutazioni. Un preziosissimo contributo alla pianificazione territoriale, all’intervento, attraverso misure ad hoc, di riduzione degli impatti – ha detto Vera Corbelli, Segretario del Distretto Appennino Meridionale - Anche l’approfondimento delle pressioni antropiche sulle acque ci consente oggi di fortificare il lavoro per la prevenzione. Disponiamo oggi di un’analisi più solida, di maggiori elementi di conoscenza che vanno a rafforzare sempre più i processi di confronto che poniamo in campo con gli attori coinvolti. Occorre procedere con l’approccio adottato dall’Autorità, scientificamente basato, interdisciplinare e con capacità di problem solving. Nel febbraio 2019 abbiamo stipulato con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (oggi MITE) una convenzione per la realizzazione di interventi considerati prioritari proprio ai fini del potenziamento del quadro delle conoscenze, dell’implementazione di misure dirette al miglioramento dello stato di qualità̀ dei corpi idrici, della razionalizzazione dell’utilizzo della risorsa idrica e dell’incremento dell’efficienza dei servizi idrici”.

Dopo l’apertura dei lavori da parte del Segretario Generale, l’ing. Pasquale Coccaro ha illustrato le attività di aggiornamento per il III Ciclo del Piano di Gestione Acque, che hanno riguardato la revisione e approfondimento dell’individuazione dei corpi idrici, il quadro delle pressioni antropiche, i programmi di monitoraggio per le acque superficiali e sotterranee, gli impatti conseguenti le pressioni antropiche, l’analisi economica e l’attuazione di programmi di misure, anche per quanto concerne la regolamentazione dei trasferimenti idrici.

Per quanto attiene ai corpi idrici posti a ridosso di limiti amministrativi regionali, l’AdB DAM ha realizzato un percorso di confronto con le Regioni interessate che ha consentito di ottimizzare i programmi di monitoraggio, che per il III ciclo del Paino sono stati completati.

Per definire l'impatto delle attività umane sullo stato delle acque superficiali e sulle acque sotterranee, sono in fase di completamento gli aggiornamenti in merito a agglomerati urbani, discariche (comprese le discariche abusive), siti di estrazione di minerali energetici, siti contaminati e prelievi/diversioni.

Di particolare interesse l’analisi economica in funzione degli utilizzi individuati come significativi: l’AdB  sta procedendo alla determinazione del contributo di ognuno di essi in termini di “uso” della risorsa (prelievi) e di “inquinamento” della stessa (scarichi) per la quantificazione del concetto “chi inquina” o “chi usa” “paga”.

Per quanto attiene al programma di misure del Piano di Gestione Acque III Ciclo, esso è stato improntato alla prosecuzione e piena attuazione delle misure già individuate con il precedente programma di misure. Tra le misure programmate e predisposte vanno segnalate il PO "Ambiente" FSC 2014-2020 - Miglioramento qualità dei corpi idrici, il PON Legalità FSC 2014-2020 - Sistema di protezione del bacino acquifero delle sorgenti di Cassano Irpino (Av), il II Stralcio Piano Invasi, gli interventi potenzialmente finanziabili con le risorse finanziarie previste dal "Recovery Fund" all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Master Plan fiume Sarno, il Monitoraggio aree di crisi ambientale: il caso pilota di Taranto, senza dimenticare l’Accordo di Programma Unico per la regolamentazione dei trasferimenti idrici interregionali che si pone in stretta connessione con le attività dell'Osservatorio distrettuale per gli utilizzi idrici, nell'ambito del contesto dell'azione di governance distrettuale della risorsa idrica.

Per l’aggiornamento del PGRA, l’ing. Giacinto Straniero ha focalizzato l’attenzione sul programma delle misure (di prevenzione, di protezione, di preparazione e di ricostruzione) che costituisce l’ultimo tassello del primo riesame del PGRA relativo al secondo ciclo. In particolare, è stato rappresentato il nuovo approccio adottato, consistente in una semplificazione del programma, in riferimento all’attuabilità della misura stessa, alla definizione di misure aggregate e di misure contenitore, nonchè alla disponibilità delle risorse finanziarie. Il tutto al fine di pervenire ad un sistema di azione fondato sulla reale operatività, che andrà attuata e monitorata nel successivo ciclo.

A seguire, l’ing. Luigi Iodice ha illustrato i risultati di tali azioni attraverso la presentazione del quadro delle misure (di prevenzione e di protezione) risultanti dall’azione di semplificazione: si è passati da circa 4000 a circa 700 misure, conservando comunque le singole azioni, ancorché aggregate o inserite in misure contenitore.

Si è fatto poi espresso riferimento alle fonti di finanziamento attualmente disponibili e di previsione, organizzate per struttura di missione (Italia Sicura, Casa Italia, Investitalia, Strategia Italia) e per tipologia (FSC, fondi europei) senza tralasciare le grandi opportunità offerte dalla componente “Tutela del territorio e della risorsa idrica” del PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Con il IV Forum si chiude il percorso di consultazione, informazione e partecipazione pubblica correlata ai Progetti di Piano di Gestione (acque e alluvioni), percorso iniziato a gennaio dello scorso anno e che ha visto l’organizzazione, oltre ai tre Forum precedenti, di altrettanti FOCUS su specifiche tematiche a carattere ambientale. Parallelamente, in tale percorso è stata integrata anche la consultazione con i Soggetti Competenti in materia Ambientale (SCA) per la verifica di assoggettabilità a VAS (Valutazione Ambientale Strategica) di entrambi i progetti. Questi, a seguito di parere della Commissione Tecnica dell’Impatto Ambientale VIA e VAS e con Determinazione della Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali del MITE, sono stati esclusi dalla procedura VAS.

Per quanto riguarda le osservazioni ai Progetti di Piano pervenute nel corso del semestre di consultazione, queste sono state valutate dall’AdB e andranno a costituire integrazione e modifica ai progetti di Piano e ai relativi elaborati.

Dunque, un processo di pianificazione partecipata sul quale i comuni, gli enti territoriali e tutti gli stakeholder del territorio sono stati chiamati a fornire il loro contributo di idee e proposte, per arrivare a piani di gestione condivisi ed efficaci.

“Un processo di pianificazione partecipata che termina, relativamente al III ciclo del PGA e al II ciclo del PGRA, ma non si esaurisce per il DAM, che da sempre ha fatto della partecipazione attiva alla pianificazione uno strumento fondamentale di ogni azione messa in atto” ha concluso la dottoressa Corbelli.

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